Descrizione
Credibilità, coesione sociale, infrastrutture di comunità. Sono alcune delle parole chiave lungo le quali si è sviluppata l’audizione al MIC del Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e dei relatori della delegazione istituzionale della candidatura di "Teramo e le sue Valli" a Capitale Italiana del Libro: il racconto di un territorio che ha investito sul libro come strumento di coesione sociale e sviluppo e di un progetto che vuole migliorare la qualità della vita delle comunità locali attraverso il valore della cultura.
Ad aprire gli interventi, il primo cittadino, che ha evidenziato come "Teramo e le sue Valli" nasca da una visione che "affonda le sue radici nella storia culturale di Teramo e del suo territorio, nella capacità di costruire relazioni e generare esperienze, nella convinzione che la cultura non debba soltanto abitare un territorio, ma debba essere capace di trasformarlo".
Una visione confermata anche dai numeri: 20 comuni partner ed oltre 80 soggetti coinvolti nella co-progettazione. Una candidatura di territorio che ha "costruito qualcosa che prima non c’era: una capacità collettiva di pensare, decidere e agire insieme. Un capitale di metodo, fatto di fiducia, conoscenze condivise e responsabilità reciproca".
Nel suo intervento il Sindaco ha rivendicato in particolare la credibilità della proposta di "Teramo e le sue Valli", rappresentata da un percorso che ha già prodotto risultati, attivato relazioni e realizzato progetti, oltre che nell'accordo di valorizzazione della Biblioteca Delfico promosso dal Comune di Teramo e sottoscritto dalla Regione Abruzzo, ed haevidenziato come tra i punti di forza del progetto ci sia la consapevolezza del valore della cultura e della lettura come infrastrutture di comunità.
Un concetto che si lega direttamente al percorso di rigenerazione urbana e sociale che Teramo e il territorio stanno portando avanti, tra ricostruzione e PNRR.
"La sfida è coniugare la rigenerazione fisica con quella culturale: trasformare gli spazi in luoghi vivi, riconoscibili, abitati, attraversati dalle relazioni e dalla memoria delle persone - ha proseguito - penso agli interventi sui due teatri, al Castello della Monica, alla nuova stazione ferroviaria. La stazione è spesso un luogo di sola partenza in molte aree del paese. Noi vogliamo attribuirle un significato diverso con il progetto della biblioteca "Binario di scambio", non più soltanto un luogo dal quale partire, ma uno spazio nel quale incontrarsi, riconoscersi e costruire relazioni".
Un progetto che prenderà il via nell'area esterna della stazione, per poi estendersi a una parte del vecchio fabbricato viaggiatori, una volta terminati i lavori di riqualificazione dei locali.
Tra gli interventi di rigenerazione urbana e culturale citato dal Sindaco, strategici in termini culturali, quelli sull'ex manicomio, destinato a diventare Cittadella della Cultura.
"Riportare l’Università in centro e al centro, e ringrazio il Rettore che è qui con noi, significa rafforzare il rapporto tra città e sapere, tra formazione e vita urbana, tra giovani e territorio" ha evidenziato D'Alberto, che ha concluso sottolineando come Teramo e le sue Valli sia "un progetto che parte dai libri per arrivare alle persone, che parte dalla cultura per costruire relazioni, che parte da venti Comuni per immaginare un destino comune".
Insieme al Sindaco D'Alberto, a raccontare la visione che accompagna il progetto, la consigliera comunale di Martinsicuro Valentina Coccia, a nome degli altri 19 comuni del partenariato.
" 'Teramo e le sue Valli' è la narrazione corale di un territorio straordinariamente complesso, articolato lungo tre direttrici geografiche che vanno dalle vette del Gran Sasso e delle aree interne soggette a spopolamento, attraverso le colline e i centri storici, fino all'alta densità della costa adriatica - ha sottolineato - siamo realtà profondamente diverse tra loro per paesaggio, scala dimensionale, vocazione economica, bisogni sociali e identità storiche. La nostra candidatura non ha cercato di cancellare queste differenze: le ha messe in relazione. Da questa visione nasce l'idea di un sistema territoriale policentrico. Non un centro egemone che irradia cultura verso una periferia, ma un'architettura di luoghi e comunità che, custodendo la propria specificità, generano un'offerta culturale integrata, accessibile e diffusa. Mentre la candidatura prendeva forma, le persone e le istituzioni hanno iniziato realmente a spostarsi dal proprio punto di vista per incontrare quello degli altri; a “scambiarsi di posto”, incarnando lo spirito profondo che guida l'intero progetto"
Nel suo intervento Coccia ha evidenziato come in questo percorso sia stato fondamentale il coinvolgimento delle associazioni culturali e del terzo settore.
"Una collaborazione preziosa e capillare, che in un lavoro sinergico ci ha permesso negli anni di intercettare bandi Cepell - ha evidenziato - e trasformare i finanziamenti ottenuti in infrastrutture culturali permanenti, progetti educativi per le scuole e occasioni concrete di inclusione. La candidatura nasce da questa eredità e ne ha allargato i confini, facendoci riconoscere come parti di qualcosa di più grande".
Tra i relatori, anche il funzionario responsabile della Biblioteca Delfico e membro del comitato tecnico scientifico della candidatura Dimitri Bosi, che ha approfondito il contenuto del dossier, il RUP del progetto e responsabile del Polo Museale Mariapaola Lupo, che è intervenuta sulla governance amministrativa e l'esperto di comunicazione del Gabinetto del Sindaco di Teramo Cesare Di Flaviano, che ha illustrato le linee della comunicazione di progetto.
Della delegazione che ha partecipato alle audizioni hanno fatto parte anche il Magnifico Rettore Christian Corsi, il Presidente del COPE Filippo Lucci, il dirigente della Regione Abruzzo Piero De Camillis, la consigliera comunale di Silvi Monica Leonzi, l'Assesore alla Cultura del Comune di Alba Adriatica Francesca Di Matteo, l'Assessore alla Cultura del Comune di Civitella Riccardo De Dominicis, la consigliera comunale di Roseto degli Abruzzi Simona Di Felice, l’assessore alla cultura del Comune di Campli Melissa Galli, l'Assesore alla cultura del Comune di Pineto Jessica Martella, l'Assessore alla Cultura del Comune di Corropoli Alessia Lupi, l'Assessore alla Cultura del Comune di Giulianova Nausicaa Camelii.
Il comitato tecnico-scientifico del dossier è composto oltre che da Dimitri Bosi, dal professore Giovanni Solimine, Presidente della Fondazione Bellonci – Premio Strega, Anna Amato, esperta di politiche di promozione della lettura (entrambi presenti a Roma con la delegazione ufficiale) e il regista Marco Chiarini.
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Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2026, 18:25